
La scorsa settimana, Stuart McKee, National Technology Officer di Microsoft durante un panel organizzato a Boston da
Red Hat ha annunciato "
Lo standard ODF (Open Document Format)
ha chiaramente vinto" .
E' (per il momento) l'epilogo di una "guerra dei formati" che va avanti da tempo e che vede, contrapposti, da una parte Microsoft e dall'altra il "Resto del Mondo", la prima sostenitrice del "formato aperto proprietario"
OOXML mentre i secondi promotori di
ODF.Ricordiamo che questi formati hanno l'obiettivo di costituire una alternativa "open" ai formati .
doc, .xls, .ppt resi celebri da Microsoft con i programmi di Word, Excel e PowerPoint. E di diventare nel prossimo futuro lo standard per il salvataggio, l'archiviazione e lo scambio di documenti.
Sono già molti i Governi di singoli Paesi che stanno andando in questa direzione o che più semplicemente vedono favorevolmente l'adozione di formati aperti all'interno degli apparati dello Stato, in modo da sganciare il formato del singolo documento dalla applicazione necessaria per utilizzarlo.
Era comunque noto che Microsoft avrebbe supportato
ODF (e
PDF) in modo nativo già dal prossimo anno con la service pack 2 di
MSOffice. Ma la dichiarazione di
McKee suona come un importante cambio di strategia. La multinazionale di Redmond rinuncia quindi alla battaglia che stava portando avanti con
OOXML, sebbene fosse stato ratificato come standard
ISO solo lo scorso Aprile. Questo perchè, spiega ancora McKee, "
Microsoft era fortemente in ritardo", pertanto "
sarebbe stato molto difficile entrare in conversazioni in tutto il mondo dove la discussione era già stata inquadrata".
Una scomparsa definitiva di OOXML? A sentire McKee sembra proprio di no.
"Non penso andremo verso una situazione in cui avremo un unico standard unificato. Questo perchè standard per un unico scopo possono avere variazioni per i differenti bisogni. Pensiamo al formato JPEG, usato comunemente per ottenere immagini "leggere" e al formato TIFF, utilizzato invece per file immagine ad alta risoluzione".
Staremo a vedere! Ciò che è significativo è che la stessa Microsoft si è resa probabilmente conto che il mondo ICT e i suoi attori sono cambiati. E che il regime di monopolio, anche su un segmento di mercato quale l'Office Automation è probabilmente terminato. Il tentativo di "imporre" uno standard "alternativo" contando sulla diffusione pressocchè planetaria di MS Office, nonostante la sempre più crescente diffusione di OpenOffice (con l'evidente scopo da una parte di andare incontro alla domanda di "formati aperti" e dall'altra di aumentare il lock-in con le soluzioni "Microsoft Oriented") si è rivelato essere inefficace. Per la gioia di quel "Resto del Mondo".
Vincenzo Patruno